201803.19
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Limiti al pignoramento delle provvigioni.

In tema di pignoramento delle provvigioni degli agenti di commercio e, più in generale, dei lavoratori parasubordinati, è stata più volte affrontata in giurisprudenza la questione sui limiti della pignorabilità di tali compensi e in particolare se debbano applicarsi gli stessi limiti previsti per lo stipendio del lavoratore subordinato, di regola pignorabile nei limiti di un quinto.

L’articolo 545 c.p.c. limita il pignoramento delle somme dovute solo ai lavoratori dipendenti (del settore privato) e non anche ai lavoratori autonomi.

La ragione di questo differente trattamento sta nel fatto che mentre il lavoratore subordinato ha un’unica fonte di reddito, il lavoratore non subordinati ha la possibilità di avere una pluralità di committenti.

Sul punto la Corte Costituzionale, con sentenza n. 580/1989, aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 545 c.p.c., in riferimento all’articolo 3 della Costituzione, per la mancata previsione di una limitazione del pignoramento sul compenso dovuto da un terzo a lavoratori autonomi, proprio perché liberi di svolgere la propria attività anche a favore di altri, a differenza dei lavoratori dipendenti, che normalmente traggono il proprio reddito da un’unica fonte.

Discorso diverso va fatto nel caso degli agenti di commercio e di tutti quei lavoratori che, pur non essendo riconducibili nell’ambito della subordinazione, di fatto svolgono la propria attività esclusivamente per un solo cliente/committente, essendo talvolta gravati anche da un divieto contrattuale di concorrenza che impedisce loro svolgere incarichi per conto di terzi.

La mancata previsione di un limite al pignoramento del compenso dovuto ad un lavoratore non subordinato, nel caso in cui questo sia la sua unica fonte di reddito, sembra costituire un trattamento ingiustificatamente più sfavorevole rispetto a quanto stabilito per i lavoratori dipendenti. Proprio per questa ragione, la Cassazione e i Tribunali di merito ritengono, ormai pacificamente, che gli stessi limiti del pignoramento previsti per lo stipendio del lavoratore subordinato debbano applicarsi anche alle provvigioni/compensi, comunque denominati, dei lavoratori parasubordinati.

La Cassazione, con sentenza n. 685/2012, ha per l’appunto sancito che tali limiti vadano applicati anche ai seguenti rapporti: 

  • rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione caratterizzati da prestazione continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato;
  • rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrari.