201804.30
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Sovraindebitamento: ammissibile il ricorso congiunto dei componenti della famiglia.

Il primo comma dell’art. 6 L. 3/12 prevede che il DEBITORE può fare ricorso ad una delle procedure previste dalla normativa per rimediare alla propria situazione di sovraindebitamento ovvero alla situazione di perdurante squilibrio economico tale da non consentirgli di fare regolarmente fronte alle obbligazioni assunte.

La legge, tuttavia, non fornisce una puntuale definizione del concetto di “debitore”, non chiarisce se tale può essere considerato anche una “famiglia” e, pertanto, lascia diversi dubbi circa la disciplina di quelle situazioni promiscue che riguardano, appunto, le famiglie italiane ossia delle situazioni ove i debiti sono stati assunti da entrambi i coniugi nell’interesse comune della famiglia.

Sul punto è intervenuto il Tribunale Ordinario di Mantova che con la sent. di data 08.04.2018 ha affermato che il concetto di “debitore” può essere inteso estensivamente, sino a ricomprendere i componenti della “famiglia”.

Il giudice mantovano, con riferimento al caso specifico sottoposto alla sua decisione, considerato che gran parte dell’indebitamento di due coniugi era comune e derivante da mutuo fondiario a garanzia del quale avevano posto beni comuni, ha ammesso gli stessi congiuntamente alla procedura per la liquidazione del patrimonio (ex art. 14 ter L. 3/12) ritenendo ragionevole, oltre che meno complicato ed oneroso, consentire ai coniugi stessi di affrontare congiuntamente lo squilibrio finanziario correlato alla vita comune.

Secondo il magistrato del capoluogo lombardo, proprio perché la L. 3/12 nasce [anche] per dare rimedio al sovraindebitamento delle famiglie, è possibile interpretare estensivamente il concetto di “debitore” posto dall’art. 6 sino a ricomprendervi gli enti latu sensu collettivi, quindi le “famiglie”, poiché i relativi componenti corrispondono alla qualifica di debitori civili sovraindebitati.